Una granita a colazione…


Granita a colazione? Se me ne avessero parlato un anno fa, avrei risposto che mai e poi mai avrei mangiato qualcosa di freddo per iniziare la giornata! E invece mi sono dovuta ricredere!

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In Sicilia, la granita è un’istituzione. Non si trova un bar o un chioschetto dove non si possa assaggiare questa fresca delizia! Assieme ai cannoli e alla cassata, la granita è una delle specialità che subito fa pensare alla Sicilia! Viene prodotta semplicemente con acqua e zucchero, ai quali vengono aggiunti ingredienti naturali come mandorle, limone, pistacchio o mandarino, solo per fare qualche esempio. La cremolata, che non tutti conoscono, è una variante della granita, ottenuta aggiungendo frutta fresca di stagione (pesche, fragole, gelso nero…). Il nome deriva dalla consistenza, appunto, più cremosa.

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E’ stato durante le ultime vacanze estive, trascorse appunto in Sicilia, che ho potuto assaggiare la vera granita siciliana. Devo dire che, rispetto a ciò che si è abituati a chiamare “granita” al nord (o perlomeno nella mia zona), l’originale siciliana è tutt’altra cosa: meno fredda e ghiacciata, ma più cremosa e fresca! Per questo motivo, viene spesso proposta anche a colazione, specie nella versione al caffè.

Nei diversi giretti che ho fatto, la più buona granita – a mio insindacabile giudizio personale – l’ho assaggiata al Caffè al Ciclope 2 di Marzamemi. Dal giorno in cui l’ho scoperta fino alla fine della vacanza, non potevo iniziare la giornata se prima non mi ero concessa brioche e granita al caffè! Ad essere sincera, una delle cose che più mi manca delle mie ultime vacanze…

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Caffe al Ciclope 2
Via Marzamemi, 67
Marzamemi – Pachino (SR)
tel: 0931 841660
web: www.caffealciclope.com

Posso resistere a tutto, tranne al tiramisù!


Ebbenesì, questo potrebbe proprio essere il post più importante di sempre, quello in cui vi svelo uno dei piatti che mi riescono meglio in cucina…
Scherzi a parte, sono ben lontana dal pensare di aver ormai imparato tutto sul mondo della cucina (anzi, ne ho ancora di strada da fare!), ma questo piatto resta da sempre quello che preferisco, sia da preparare sia da mangiare!

Che cos’è? Ovviamente il tiramisù! Dovete sapere che nella mia famiglia non c’è compleanno o evento che si rispetti che non venga festeggiato con un tiramisù! Si può quasi dire che, se manca il tiramisù, non si è festeggiato a dovere! Penso sia il primo dolce che, ancora bambina, ho imparato a fare, seguendo le indicazioni della mamma. Lei, a sua volta, l’aveva imparato a fare ancora a scuola, ai tempi in cui si tenevano ancora lezioni di economia domestica!

Devo ammettere però che ho fatto una piccola variazione sulla ricetta originale. Anziché utilizzare i savoiardi uso i Pavesini che si inzuppano meglio! Sentitevi liberi di provare entrambe le versioni: vi assicuro che comunque sono entrambe deliziose!

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Tiramisù della mia infanzia

Per preparare un tiramisù per 10-12 persone occorrono:
250 grammi di mascarpone
1 confezione e mezza di Pavesini
2 uova
4 cucchiai di zucchero
mezzo limone
mezzo bicchierino di liquore a scelta
caffè
cacao amaro q.b.

Innanzitutto preparate un bel po’ di caffè: io abitualmente preparo una moka da 6 ed una da 3 tazzine. Se avete la macchinetta espresso o quella con le cialde, dosate le quantità in modo da ottenere all’incirca 200 ml di caffè.
Separate le chiare dai tuorli e sbattete questi ultimi con 4 cucchiai di zucchero. Aggiungete quindi il succo di mezzo limone e mescolate bene. Aggiungete quindi, poco alla volta, il mascarpone, avendo cura (e pazienza, tanta!) di mescolarlo evitando la formazione di grumi.
Montate quindi le chiare a neve ferma ed aggiungetele alla crema al mascarpone. Mescolate sempre dal basso verso l’alto, molto delicatamente, in modo da non smontarle.
Versate quindi il caffè in una ciotola capiente, zuccherate a vostro piacimento (meglio che il caffè non sia troppo amaro) ed aggiungete mezzo bicchierino di liquore a scelta. Se il dolce è destinato anche a dei bambini, potete tranquillamente ometterlo.
Inzuppate i Pavesini nel caffè e foderate il fondo di una pirofila. Se volete essere sicuri che il tiramisù venga davvero buono, con un cucchiaino andate ad inzuppare ulteriormente i Pavesini. Alternate uno strato di crema al mascarpone e disponete un altro strato di pavesini, fino ad ottenere 5 strati di pavesini in totale. Solitamente mi tengo un po’ scarsa negli strati intermedi di crema, per andare poi ad abbondare con lo strato finale, che deve coprire per bene il tiramisù.
Spolverate con abbondante cacao amaro e lasciate riposare in frigorifero per almeno 4 ore. Io solitamente lo preparo la mattina, se devo servirlo dopo cena, o addirittura il giorno prima, se invece lo servo dopo pranzo.

Provatelo! Non resterete delusi!

Visto che solitamente quando vado a cena da amici mi offro per preparare questo squisito dolce, con questa ricetta partecipo al contest di Valy Cake and… Il cibo me lo porto in giro:

Il cibo me lo porto in giro 1

Con questa ricetta partecipo anche al contest “Un caffè per la mamma” di A casa con estro:

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Tanti auguri… a me, con la mia speedy-zuppa-inglese!


Una mia amica mi ha detto “In occasione del proprio compleanno, tutti dovrebbero aver diritto ad essere in ferie!”.
E invece no! Il caso (ma non solo…) vuole che ogni anno il giorno del mio compleanno cada proprio durante il picco lavorativo! Stasera quindi mi ritroverò a dover correre contro il tempo per riuscire a preparare un dolcetto per auto-festeggiarmi, dopo 9 ore di lavoro frenetico, quando invece il mio unico desiderio per questa giornata sarebbe stato potermi svegliare con calma, poltrire tra le coperte e dedicare un po’ di tempo a me stessa!

Meno male però che ho la mia arma segreta: un dolce di sicura riuscita, veloce e soprattutto molto goloso! E’ la mia versione speedy della zuppa inglese, fatta con il budino al cioccolato e alla vaniglia e i biscotti secchi!

E voi, come festeggiate solitamente il vostro compleanno?

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Zuppa inglese “a modo mio”

Per preparare una pirofila di speedy-zuppa-inglese occorrono:
300 grammi di biscotti secchi (tipo Oro Saiwa)
1 confezione di preparato per budino al cacao
1 confezione di preparato per budino alla vaniglia
1 litro di latte
caffè
mezzo bicchierino di liquore
50 grammi di nocciole per decorare

Preparate una busta di budino al cioccolato ed una busta di budino alla vaniglia con mezzo litro di latte ciascuno. Nel frattempo, mentre li fate cuocere, preparate anche una moka di caffè da 6 persone. Quando il caffè è pronto, zuccherate a piacere e, se il dolce non è destinato a bambini, aggiungete anche mezzo bicchierino di liquore a scelta.
Inzuppate abbondantemente i biscotti secchi e foderate il fondo della pirofila, quindi coprite con metà del budino alla vaniglia. Fate un altro strato di biscotti inzuppati, ricoprite con metà del budino al cioccolato e continuate, alternando biscotti, il rimanente budino alla vaniglia, altri biscotti e budino al cioccolato.
Per guarnire, tritate finemente delle nocciole con il mixer e spargete la granella sulla superficie.
Lasciate riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore, in modo che si raffreddino sia il budino sia i biscotti inzuppati nel caffè.
Per rendere il dolce ancora più goloso, potete servirlo con un ciuffo di panna montata!

Con questa ricetta partecipo al contest La Ricetta che Vale!

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Dall’oriente con furore: colazione Giappo-Koreana!


Come vi avevo già accennato nel mio post di ieri, una mia collega è appena tornata da un viaggio di lavoro in Giappone e Korea. Sapendo che noi colleghi, quando si tratta di mangiare, non ci tiriamo mai indietro, ha ben pensato di portarci un piccolo regalo gastronomico

Ed eccoci in ufficio a cercare di decifrare gli incomprensibili ideogrammi sulle confezioni di questi snack, che più che involucri di cibi sembrano bustine di giocattoli o figurine, tanto sono colorate!

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Apriamo la prima confezione: fiocchi di riso con miele, giapponesi. Molto dolci, ma con una leggera nota salata, come molti snack giapponesi: mai troppo dolci né troppo salati.
Seconda confezione, anch’essa proveniente dal Giappone: sono dei bastoncini simili a chips a base di patate americane. Anche questa volta dolci e salati allo stesso tempo.
Il terzo snack è il successone della colazione: due confezioni di mini-bignè koreani, ripieni di cioccolato. Molto più simili ai gusti occidentali, rispetto agli altri snack. Le due confezioni sono vuote dopo una manciata di minuti!

E infine Kit Kat al wasabi… Siamo tutti un po’ stupiti ed incuriositi da un accostamento tanto audace di sapori. Che fare? Tutti ne prendiamo uno… ma nessuno ha il coraggio di assaggiare. I Kit Kat rimangono sulle nostre scrivanie, un po’ come dei gadget curiosi… Un giorno lo assaggerò (forse) e vi racconterò com’era…

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Ma la sorpresa più grande è stata il caffè. Da bravi italiani cultori di questo rito quotidiano, siamo inizialmente molto diffidenti nei confronti del caffè coreano, che si presenta come una bustina oblunga ripiena di una polverina di caffè e latte solubile. Una volta però disciolta nell’acqua calda si sprigiona però un aroma dolce e gradevole ed un sapore che mi riporta all’infanzia, quando facevo colazione dalla nonna… Lei mi preparava sempre un ottimo caffè-latte, buono come non l’ho mai assaggiato da nessun’altra parte… così buono forse perché lo faceva proprio lei!

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Cose che non ti aspetti… da una colazione orientale!