Distillerie Poli: quando la storia di una famiglia diventa una realtà imprenditoriale


Domenica 27 novembre, in occasione di Open Factory, ho avuto la piacevole opportunità di poter visitare le Distillerie Poli a Schiavon (in provincia di Vicenza).

Conoscevo da tempo la Grappa Poli, tuttavia non avevo mai avuto l’occasione di poter visitare la distilleria.


La storia della distilleria è fortemente legata alle vicende della famiglia Poli stessa, ad oggi tutt’ora coinvolta direttamente nella gestione, nella ricerca e nella produzione.

La visita si è snodata attraverso le diverse fasi produttive, dalla distillazione, all’invecchiamento, all’imbottigliamento. Le descrizioni tecniche sono state intervallate da interessanti aneddoti sulla famiglia Poli. Dai racconti è emersa la profonda passione di tutta la famiglia per il mondo della distillazione artigianale, caratterizzata dal rispetto dei tempi e delle fasi della tradizione, che assicurano l’eccellente qualità della grappa.

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Al termine del tour tra alambicchi, enormi cisterne per l’invecchiamento, tunnel e cantine colmi di botti in legno, abbiamo potuto degustare l’aperitivo della famiglia Poli: l’Airone Rosso!

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Vi ho incuriositi? Nel caso in cui vogliate visitare la distilleria, è possibile farlo sia durante la settimana, sia durante il weekend, prenotandola anticipatamente.

Distillerie Poli
Via Marconi, 46 – Schiavon (Vicenza)
tel: 0444 66 50 07
@: info@poligrappa.com
web: http://www.poligrappa.com/ita/
Facebook: Pagina Ufficiale Poli Grappa
Instagram: Poli Grappa

My tasty London trip! – Seconda Parte


Nella prima parte del report sul mio viaggio a Londra, vi raccontavo come sono rimasta stupita del proliferare di catene di ogni genere: caffetterie, ristoranti (pseudo) italiani, giapponesi, fino ai classici pub inglesi. Tutti riuniti in vaste (e onnipresenti) reti in franchising.

A chi vuole però conoscere il lato più autentico del cibo Londinese, consiglio però di andare a fare un giro in uno dei numerosi mercati alimentari della capitale inglese, dove si può davvero trovare di tutto!

Io ho approfittato di una meravigliosa giornata di sole il sabato mattina per andare a fare un giro al mercatino di Portobello Road, nel caratteristico quartiere di Notting Hill.

Contrariamente a quello che mi aspettavo di trovare, non c’erano solo frutta e verdura fresca, o funghi non proprio di stagione…

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… la maggior parte delle bancarelle vendeva invece cibo da consumare durante la passeggiata, come queste simpatiche spirali di patate fritte, cotte al momento!

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… oppure deliziosi paninibrioches, muffin, brownies torte

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… ma anche prodotti artigianali, come insaccati, marmellate e conserve

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… fino a veri e propri piatti elaborati, come ad esempio la paella, anche questa preparata al momento!

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Infine una piccola chicca: non sono carine queste shopping bags?

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Vi siete persi la prima parte del mio foto reportage? Lo trovate cliccando qui!

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My tasty London trip! – Prima parte


Vi ho fatto aspettare, ma finalmente eccomi tornata! Tornata sul blog perché, ahimè, da Londra son tornata già da un bel po’! E’ stata solo una breve toccata e fuga, ma intensa e rigenerante!

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Eccomi quindi con la prima parte del mio foto-reportage di questo weekend oltremanica, durante il quale ovviamente ho prestato particolare attenzione ai cibi tipici, ai ristorantini e alle abitudini alimentari di un luogo tanto vicino geograficamente ma anche per molti aspetti così diverso dall’Italia.

A chi arriva per la prima volta a Londra balza sicuramente all’occhio il proliferare delle catene: da Starbucks a Caffé Nero, da Pret à Manger a EAT, da Le Pain Quotidien a Costa Coffee. Ma anche molti dei classici pub inglesi, nonostante spesso le insegne non riportino il nome della catena, fanno anch’essi parte di una vasta rete di locali in franchising.

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Da dove posso quindi iniziare la prima parte del mio reportage? Certamente raccontandovi e facendovi vedere quello che ho assaggiato, a partire dal tipico piatto londinese: fish & chips, ovvero pesce con patatine fritte, declinato come merluzzo impanato e fritto (cod & chips), crocchette di gamberetti (shrimp croquettes), o tortini al salmone (salmon pies).

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Tra gli starters (l’equivalente dei nostri antipasti), quello che mi è piaciuto di più è stato un piatto composto da qualche sottile fetta di salmone affumicato, accompagnata da pane nero e da una salsina a base di burro ed erba cipollina!

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Non solo pesce però! Un altro piatto che mi è piaciuto molto è stato un ottimo spezzatino di manzo stracotto nella birra scura, racchiuso in una crosta di pasta brisée. Il tutto accompagnato da purè e piselli al vapore, da condire con il sughetto di cottura dello spezzatino! Da leccarsi i baffi!

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Ovvio che l’accompagnamento ideale di questi piatti è una pinta di ottima birra locale!

Il lato dolce non è però mancato! Nonostante la tipica usanza inglese per la colazione sia di prendere uova, salsiccia, pomodori e fagioli, non sono riuscita a vincere la mia preferenza per il dolce nella prima parte della giornata!

Questa è l’ottima colazione che ho fatto da Le Pain Quotidien (ve ne parlerò nei prossimi post…): cornetto alle mandorle con succo d’arancia biologico.

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E questa invece la colazione da Starbucks: cappuccino (e devo dire che era ottimo!) con un delizioso muffin al cacao, con cuore al cioccolato fondente e deliziose pepite di cioccolato!

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A presto! Per le prossime puntate!

Cena di San Valentino alla Taverna degli Artisti


Nel centro storico di Cittadella (in provincia di Padova), all’interno di un grazioso cortiletto quasi nascosto tra le strette viuzze, c’è un piccolo ristorantino che vale la pena visitare per un pranzo o una cena: la Taverna degli Artisti. Pur avendone spesso sentito parlare molto bene, non avevo mai avuto occasione di provare di persona la cucina di questo locale.
L’occasione si è presentata a San Valentino, quando, per festeggiare con il mio fidanzato, abbiamo scelto questo posticino speciale.

Immagine tratta dal sito web del locale

Lo stile del locale, nella vivacità e semplicità dell’arredo, ricorda le vecchie trattorie di un tempo: pareti con mattoni a vista, quadri alle pareti (il locale era un tempo destinato alle esposizioni d’arte), una lavagna dove viene riportato il menu o la carta dei vini e un delizioso angolo (il negozietto degli artisti) dedicato alla vendita di vini, pasta, olio e conserve, oltre al liquore tipico del locale: il latte di gallina. Perché, come diceva il famoso gastronomo francese Brillat Savarin, “nessun piatto sarà mai migliore del peggiore dei suoi ingredienti”.

Se infatti, ad una lettura distratta, il menu potrebbe sembrare quello di una qualsiasi trattoria, ciò che fa invece la differenza alla Taverna degli artisti è proprio la cura amorevole nella scelta di ingredienti di qualità, combinati tra di loro in modo originale, alla ricerca di nuovi sapori ed esperienze gustative.

Il menu di San Valentino, prevedeva due antipasti: Burrata di Andria con pomodorini confit, acciuga del Cantabrico e sedano croccante e Manzo “Cecina de Leon” con crostini di pane ai cereali, insalatina e il ristretto di mango e frutto della passione.
A seguire, i due primi piatti: Crema di ceci profumata all’ alloro, con polipo scottato all’olio del Garda e Tortelli ai broccoletti Bassanesi e Morlacco del Grappa, con burro di Malga e mandorle Armelline tostate, che io ho particolarmente apprezzato.
Il secondo prevedeva Sottopaletta di vitello al forno ai funghi Cardoncelli, con radicchio gratinato e la polenta Biancoperla, aromatizzata con un mix di spezie.
Per finire, un’abbondante fetta di Torta “Frangipane” al cioccolato.
Assieme al caffè sono infine stati serviti il Latte di Gallina, accompagnato da cioccolatini, macarons e pezzettini di pinza, tutti a base del liquore stesso (che vedete nella foto qui sotto).
Ogni piatto era accompagnato da vini del territorio, che ci sono stati illustrati dalla sommelier.

Taverna degli Artisti
via Mura rotta, 9 – Cittadella (Padova)
tel: 049 940 23 17
web: www.tavernadegliartisti.it

San Valentino by Alajmo!


Vi piacerebbe stupire il vostro amato o la vostra amata con una sorpresa per il palato?
La famiglia Alajmo ha pensato a ben tre modi per celebrare la festa degli innamorati.

Festeggiamo con una dolce coccola! La Torta Favolosa a base di crema al mascarpone, nocciole, caffè e cardamomo con cuori di cioccolato è la soluzione più semplice ma sicuramente d’effetto. Una porzione per due persone, da condividere in dolcezza! La trovate in vendita al Calandrino. La torta ha un costo di 14 euro e può essere prenotata fino a mercoledì 12 febbraio, telefondando allo 049 630303 oppure via mail scrivendo a calandrino@alajmo.it.

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Se invece desiderate festeggiare con un menu completo, potete scegliere la Love Bag, un kit per preparare una romantica cena. La Love Bag comprende:
– Ricciola di fondale in olio cottura con salsa al curry, rapa rossa e ortaggi croccanti
– Zuppa di pesce con ravioli di polpo, patate e prezzemolo
– Carré di agnello in crosta all’estragone con carciofi gratinati
– Torta favolosa
– Una bottiglia di Champagne Bouzy Brut Paul Louis Martin

La Love Bag per due persone ha un costo di 150 euro e può essere prenotata fino a mercoledì 12 febbraio, telefonando al numero 049 635366 oppure via mail a in.gredienti@alajmo.it.

Volete invece rilassarvi e godervi la serata senza alcun impegno? Prenotate la vostra cena in uno dei ristoranti Alajmo. Io vi consiglio La Montecchia, ai piedi dei Colli Euganei (se ve la siete persa, andate a leggere la mia recensione)!

Buon San Valentino!

Degustazione alla Cantina Coffele di Soave: accoglienza ed ottimi vini!


Il Veneto è sicuramente un territorio con una forte tradizione legata la vite e al vino. Il più celebre, conosciuto a livello internazionale, è sicuramente è il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOCG che nasce sulle colline trevigiane, ma grande fama hanno anche l’Amarone della Valpolicella, il Bardolino e il Lugana, solo per fare qualche nome.
Durante il break natalizio, mi sono concessa qualche giorno di relax con un breve viaggio nella provincia di Verona. Una delle tappe del viaggio è stata Soave, piccolo borgo fortificato che dà il nome ad una zona più ampia dove viene prodotto l’omonimo vino.

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A livello turistico, trovandosi a Soave, meritano sicuramente una visita le mura, il Castello Scaligero e Piazza dell’Antenna.

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Ma sarebbe certamente un peccato lasciarsi sfuggire l’opportunità di godere anche di una degustazione presso una delle numerosissime cantine della zona, dove è possibile assaporare un ottimo vino Soave, o magari anche un Valpolicella (prodotto nelle zone limitrofe), e ascoltare direttamente dai produttori la storia e le caratteristiche di questi pregiati vini.

Il Soave è un vino bianco DOC prodotto nella provincia di Verona. I vini prodotti nella DOC Soave sono: Soave DOC, Soave Classico DOC, Soave Superiore DOCG, Recioto di Soave DOCG.

Entrando nel cortile della sede della Cantina Coffele, nel centro storico di Soave, ci si immerge immediatamente in un’atmosfera senza tempo. Il suggestivo cortiletto, che ospita viti e glicini secolari, lascia spazio al palazzo in pietra ornato da merli ghibellini. Il portone d’ingresso porta l’effige della cantina.

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All’interno, scendiamo un paio di gradini e ci troviamo in un grande salone dalla volta a botte. L’enorme tavolo ci fa sentire accolti come in casa di amici.

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Chiara Coffele ci fa accomodare ed inizia a parlarci della Cantina e della sua famiglia, che a tutti gli effetti si fondono in un’unica storia fatta di tradizione, innovazione e soprattutto tanta passione per la vite, l’uva ed il territorio.

La degustazione inizia con il Soave Spumante Brut Doc, vino bianco leggermente frizzante ottenuto dall’uva Garganega, ottimo come aperitivo. Una piacevole scoperta: non avevamo mai sentito parlare di questo vino!

Successivamente ci viene proposto il Soave Classico Doc, vino bianco fermo, anch’esso ottenuto da uva Garganega al 100%. Vengo subito conquistata dal fresco profumo dell’uva fragolina che mi riporta alla mia infanzia. Oltre ad essere un ottimo aperitivo, è ideale anche come accompagnamento ai risotti.

Il “Ca’ Visco” Soave Classico Doc è invece ottenuto da 75% di uva Garganega e 25% di Trebbiano di Soave. Rispetto al Soave Classico è un vino più “rotondo”. E’ ideale per accompagnare frutti di mare e pesce crudo, ma anche con le carni bianche.

L’“Alzari” Soave Classico Doc chiude il “trittico” nella degustazione del Soave Classico. Prodotto con il 100% di uva Garganega, acquista un gusto più costruito e sofisticato dopo un passaggio in botti di rovere per 10/12 mesi. Al palato, si presenta subito come un vino più impegnativo, ma che lascia successivamente spazio a note più dolci, quasi vanigliate. Vino ottimo da abbinare a zuppe e formaggi di media stagionatura, ma da provare anche con carne scura o piccante e speziata.

L’ultimo vino che assaggiamo è “Le Sponde”, Recioto di Soave Classico DOCG. L’uva Garganega al 100% viene fatta appassire su delle apposite reti e, grazie a questo processo, acquista un invitante aroma dolce ed avvolgente. Ottimo vino da dessert.

Ringraziamo Chiara per averci accompagnato in questo percorso di degustazione ed aver risposto alle nostre domande.

Cantina Coffele
Via Roma, 5 – Soave (Verona)
tel: 045 76 800 07
@: info@coffele.it
web: www.coffele.it
Facebook: Pagina Ufficiale Cantina Coffele

Post Scriptum: Mi scuso con chi, più esperto di me, leggendo questa recensione troverà delle inesattezze nella terminologia utilizzata per la descrizione dei vini: ho cercato di rendere al meglio le percezioni sensoriali, pur essendo una semplice appassionata di vini e non un’esperta né una sommelier. 

Luigi Zolin Cibo: atmosfera d’altri tempi


Qualche settimana fa, per festeggiare l’ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze di Natale con i colleghi, ci siamo recati in un piccolo ristorantino nel centro storico di Sandrigo, in provincia di Vicenza. 

Luigi Zolin Cibo (questo il nome della piccola trattoria) non è certamente facile da individuare: l’insegna posizionata fuori dal locale è infatti ancora quella del negozio di ferramenta storico preesistente. Sbirciando attraverso la porta o le vetrine, inoltre, si nota inizialmente il grande tavolo in legno, sul quale sono posizionati prodotti alimentari artigianali, come in una vecchia bottega di alimentari. Solo gli osservatori più attenti riusciranno a notare che si tratta anche di un locale in cui consumare del cibo e non solo acquistarlo!

Foto tratta dal sito web del locale

Ma procediamo con ordine. Difficile definire chi è Luigi Zolin: per farvi un’idea, andate a visitare il suo sito ufficiale, dove trovate un riassunto dei campi un cui fa spaziare la propria creatività, dalla moda al cibo.

Come anticipato, entrando nel locale non si può fare a meno di notare come esso voglia essere, al tempo stesso, un piccolo bistrot e un negozio di prodotti alimentari artigianali, molto simile ad una vecchia bottega degli anni ’50. Lo stile è semplice, anche se si percepisce immediatamente la cura quasi maniacale dei dettagli, studiati per trasmettere a chi entra un caldo senso di accoglienza ed ospitalità.

La cucina a vista si affaccia sulla prima delle due sale, dove appunto è situato un grande tavolo colmo di rare delikatessen, un grande tavolo da pranzo per circa 12 persone e qualche piccolo tavolino. Nella seconda sala, invece, vi sono 4 tavoli di diverse dimensioni per ospitare un’altra ventina di persone. Considerate le dimensioni del locale, è consigliatissima la prenotazione.

I tavoli in legno grezzo vengono ingentiliti da centrotavola di fiori freschi; le tovaglie in tessuto vengono sostituite da tovagliette di carta. Il pane è di produzione propria e viene servito in piccole pagnottine ancora calde, all’olio, alle noci o alle olive.

Per ciascun commensale vi è inoltre un piccolo vassoio con sale&pepe e monoporzioni di olio d’oliva ed aceto balsamico di Modena.

Al nostro arrivo ci viene servito un antipastino di gamberi accompagnati da una deliziosa salsa. Successivamente ordiniamo una porzione di spaghetti ai frutti di mare.

L’unico neo sono i tempi di attesa: purtroppo non siamo riusciti a prendere il caffè (che solitamente viene servito direttamente dalla moka): il locale era al completo e i tempi di rientro in ufficio non ci hanno permesso di fermarci ulteriormente. Essendoci stata una sola volta, non posso determinare se la lentezza del servizio fosse dovuta all’affollamento del ristorante piuttosto che invece si tratti a tutti gli effetti di una caratteristica del locale. Anche se la motivazione fosse quest’ultima, resta comunque un bel posto in cui lasciarsi trasportare dall’atmosfera retrò, senza fretta, di un pranzo o una cena o, perché no, anche all’ora del thé.

Luigi Zolin Cibo
Via Roma, 14 – Sandrigo (Vicenza)
tel: 0444 75 05 42
@: cibo@luigizolin.it
web: www.luigizolin.it/it/home-cibo-it

Regalo di Natale last-last-last-minute? Ristoranti Che Passione!


Siete ancora alla disperata ricerca del regalo perfetto per mamma e papà, suoceri, coppia di amici? Andate sul sicuro regalando Ristoranti Che Passione 2014, la guida che permette di tagliare il conto al ristorante!

Come funziona? La card che attesta l’appartenenza a RCP è valida per due persone: il titolare ed un ospite. Una volta scelto il ristorante dalla guida o dall’app (disponibile nell’Apple store), è sufficiente prenotare ed identificarsi come soci RCP. Al momento del conto, consegnate la card: vi sarà applicato uno sconto dal 30 al 50% (sono esclusi dalla promozione bevande e coperto).

Volete saperne di più? Cliccate qui o visitate il sito ufficiale! E’ possibile ordinarla online!

Ancora indecisi? Ecco un “assaggio” dei ristoranti provati e recensiti per voi!

Osteria Rive Jazz Club – Cartigliano (Vi)

Ristorante La Montecchia – Selvazzano Dentro (Pd)

MagicOrto: amore per la famiglia, la campagna, la buona tavola!


Il ristorante di cui vi parlo oggi è un luogo a cui sono particolarmente affezionata. Con i miei amici, l’abbiamo scoperto qualche anno fa, quasi per caso. Da quella volta siamo diventati clienti fissi e ci torniamo almeno un paio di volte all’anno.

Sto parlando dell’Agriturismo MagicOrto, dal nome singolare che vuole proprio evocare la magia che si crea quando si entra a diretto contatto con i frutti della terra. Ed è proprio questa la filosofia del locale: riscoprire le radici ed il contatto con la natura per poterne assaporare il sapore più autentico.
Questo posto magico si trova a Cassola, in provincia di Vicenza, poco lontano da Bassano del Grappa. Sufficientemente facile da raggiungere (è poco lontano dall’uscita della strada statale 47, che porta a Trento), ma altrettanto isolato dalla confusione e dal traffico: una piccola isola felice, dove dimenticare la vita frenetica ed abbandonarsi ai ritmi della campagna.

L’Agriturismo MagicOrto è totalmente a conduzione familiare. Entrando, verrete accolti dalla signora Elena, che vi accompagnerà al tavolo e vi elencherà i piatti disponibili a menu, sempre diversi e legati alla stagionalità dei prodotti della terra. La cucina è invece seguita dal marito Lorenzo, che combina piatti della tradizione locale con sorprendenti excursus nella cucina anglosassone. Il servizio al tavolo è curato dai loro figli Giacomo e Camilla.

Dall’arredamento della sala ristorante traspare la storia della famiglia: prima di dedicarsi all’azienda agricola, i coniugi hanno passato molti anni della propria vita a viaggiare. Da qui cartine, arazzi ed oggetti vari, esposti a testimoniare l’amore della famiglia per la scoperta di luoghi e sapori nuovi.

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Immagine tratta dalla pagina ufficiale di Facebook

Quando si va al MagicOrto, non si può (e non si deve) fare a meno di ordinare il tagliere misto di antipasti, composto da un’abbondante scelta di stuzzichini (che, se non stessimo parlando di un agriturismo, si potrebbero definire finger-food) e di salumi prodotti dall’azienda stessa, con pane casereccio.

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I primi cambiano a seconda della stagione. Uno dei miei preferiti è l’aspara-polenta (anche se inizialmente avevo capito “la spara-polenta”, immaginando una specie di pistola ad acqua riempita di polenta…): una lasagna composta da asparagi, crespelle e polenta!

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I secondi sono anch’essi molto vari: l’ultima volta che sono stata lì ho assaggiato delle squisite costolette di maiale cucinate nella birra nera irlandese, con polenta, la cui bontà era indescrivibile…

Vi lascio con una carrellata di dolci da leccarsi i baffi. Inutile dire che anche questi sono di produzione propria… Chiedete a Giacomo, saprà ben consigliarvi!

semifreddo limone e menta

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gelato ricoperto al cioccolato

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toast dolce con crema pasticcera e panna montata servita in una ciotolina di cioccolato

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crema catalana

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semifreddo ai fiori di sambuco

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gelato alla violetta

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semifreddo miele e mirtilli

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fagottino di pasta frolla con le mele

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Il ristorante è aperto da ottobre a maggio, mentre durante l’estate rimane chiuso proprio per permettere di gestire al meglio l’azienda agricola nel periodo più impegnativo dell’anno.

Agriturismo MagicOrto
Via don Bressan, 46 – Cassola (VI)
tel: 0424 57 08 57
@: ilmagicorto@tiscali.it
web: www.ilmagicorto.com
Facebook: Pagina Facebook MagicOrto

Cena stellata alla Montecchia per festeggiare un grande evento!


Una serata speciale, un evento magico, il matrimonio di due amici, una location esclusiva, cibo che parla direttamente al cuore…

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Sono stata ospite al ristorante La Montecchia due settimane fa, in occasione del ricevimento per il matrimonio di due amici. Immerso nel verde ai piedi dei Colli Euganei ed affacciato sui campi da golf, il ristorante si trova all’interno di quello che era un vecchio essicatoio di tabacco. Fregiato di una stella Michelin nel 2009, La Montecchia è considerato uno dei migliori ristoranti del Veneto, in cui gustare i piatti della tradizione regionale reinterpretati dallo chef Massimiliano Alajmo (il più giovane chef stellato in Italia).

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Gli antipasti sono stati serviti a buffet presso il salottino e la terrazza panoramica dalla quale si potevano ammirare i campi da golf. Non mi dilungo sugli svariati antipastini e stuzzichini, tutti ottimi, per non annoiarvi. Il mio preferito è stato senza dubbio il baccalà mantecato servito con nuvole di riso nero, ovvero con delle chips di riso venere soffiato! Una delizia difficile da descrivere!

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Per la cena, ci siamo poi spostati nella sala ristorante, mansardata, con uno scenografico soffitto in legno e pareti in pietra.
Il menu prevedeva due primi: Risotto al basilico, limone di Sorrento candito e bergamotto e Tortellini di latte e speck con funghi di bosco e ristretto di carne.
Il secondo era composto da una Coscia d’oca croccante con crema di patate, salsa ai pepi e caponatina di verdure.
Prima della torta nuziale e dei dessert, ci è stato inoltre servito un Sorbetto frizzante di Gin Tonic con salsa di mango e lamponi.

Inutile dire che la qualità del cibo era eccellente, così come la scelta dei vini ed il servizio e la disponibilità del personale di sala.

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Certamente non è un ristorante adatto ad un pranzo o una cena di tutti i giorni, ma è sicuramente l’ideale per una cena romantica o per festeggiare un’occasione speciale.

Ristorante La Montecchia
via Montecchia, 12
Selvazzano Dentro (PD)
tel: 049 80 55 323
@: montecchia@alajmo.it
web: www.alajmo.it