24 thoughts on “Le 10 regole cucina italiana spiegate ad uno straniero. Ovvero, mai dare nulla per scontato!

    • Infatti… Ogni Paese poi ha le sue peculiarità, comprese quelle in campo culinario! Il mondo è bello perché è vario, no? 🙂
      Buon inizio settimana anche a te! Dai che il lunedì è andato! 😉

  1. Ah beh, io lavoro in Germania, accerchiata da tedeschi che me ne fanno vedere di ogni quando si parla di cibo e di mangiare… Pasta spesso usata come contorno, mais come se piovesse anche nella lasagna, pizza accompagnata rigorosamente con il vino (si stupiscono sempre quando dico che noi di solito ci beviamo una bella birra), shock quando ho detto che preparo la cioccolata calda in tazza con la farina… secondo me mi prendono per una pazza integralista! 🙂

    • Ciao Alessia!
      Mais nella lasagna??? E che ci azzecca? Aiutoooo!
      Suppongo che quindi tu raramente ti rechi fuori a mangiare! Scherzi a parte, anche la Germania ha i suoi buoni piatti, ma è quando vogliono provare a fare gli italiani che ci riescono con scarsi risultati! 😉

      • In realtà mangio fuori abbastanza spesso ma, come dici tu, mai negli pseudo-ristoranti italiani. Se ho voglia di lasagna, di ravioli, di pizza o di risotto me li faccio da me. Però ammetto che la cucina tedesca non mi dispiace affatto… e poi andare nei caffé e prendere quelle torte fantastiche che hanno… raddrizza una giornata storta!

  2. davvero interessante questo decalogo…ed assolutamente realistico!
    la cosa che più mi inorridisce è il cappuccino mangiato con la pasta o con la pizza…oppure il ketchup al posto della salsa di pomodoro

    ciao
    Silvia

    • Ciao Silvia!
      Assolutamente realistico! Alcune di queste cose le ho viste con i miei occhi… Però mi sto dando da fare per “educare” i miei colleghi stranieri alla cucina italiana! 😉
      Buona serata! A presto!
      Ilenia

  3. LA STORIA DI ALFREDO DI LELIO E DELLE SUE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” NOTE IN TUTTO IL MONDO – LA TRADIZIONE FAMILIARE CONTINUA PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” DI PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA
    Con riferimento al Vostro articolo che cita mio nonno Alfredo Di Lelio, creatore delle “fettuccine all’Alfredo”, ho il piacere di raccontarVi in breve la sua storia.
    Alfredo Di Lelio aprì il ristorante “Alfredo” nel 1914 in un locale nel centro di Roma, dopo aver lasciato il suo primo ristorante condotto con la madre Angelina a Piazza Rosa in cui furono inventate nel 1908 le note “fettuccine” dedicate da Alfredo alla moglie Ines (Piazza Rosa è scomparsa nel 1910 a seguito della costruzione della Galleria Colonna/Sordi). In tale locale si diffuse la fama, prima a Roma e poi nel mondo, delle “fettuccine all’Alfredo”.
    Nel 1943, durante la guerra, Di Lelio cedette detto locale a terzi estranei alla sua famiglia.
    Nel 1950 Alfredo Di Lelio decise di riaprire con il figlio Armando il suo ristorante a Piazza Augusto Imperatore n.30 “Il Vero Alfredo”, alla cui fama nel mondo ha fortemente contribuito il nipote Alfredo e che oggi è gestito dalla nipote Ines. Le fettuccine sono servite con le famose “posate d’oro” (forchetta e cucchiaio d’oro) regalate nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità)..
    Il ristorante di Piazza Augusto Imperatore è, quindi, quello che segue la tradizione familiare di Alfredo Di Lelio e delle sue note fettuccine (cfr. il sito di “Il Vero Alfredo” http://www.alfredo-roma.it, in cui sono presenti anche informazioni sul franchising).
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono alla nostra famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza – sezione Attività Storiche di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.

    Cordiali saluti
    Ines Di Lelio

  4. Venezia, mentre stavamo “gustando” le sarde in saor, la polenta bianca e altre specialità venete, ecco quattro belgi che ordinano – quattro spaghetti bolog-nese e quattro cappuccini – ci è passata la fame….Qui a Bologna se nomini spaghetti alla bolognese ti tirano dietro il piatto.
    E’ importante le precisazione della sig.ra Ines, ma è altrettanto vero che all’estero le fettuccine sono conosciutissime.
    Proprio a New York, vicino al Rockfeller centre c’è il ristorante “Alfredo” dove sono andata a mangiare le famose fettuccine, senza aggiunte americane e lasciatemelo dire (orgoglio di mamma) mio figlio, per la compagnia per la quale lavorava. ha contribuito al rinnovamento del ristorante,

    • Ciao! Caspita, mi fa davvero piacere che questo post stia creando così tanto interesse e tanti commenti! Veramente un bello spunto per scoprire nuove cose! Anche io il cappuccino a pranzo l’ho visto prendere da alcuni colleghi: non è proprio un bello spettacolo…
      A presto!
      Ilenia

  5. Ahahaahaahh!!! Sto ancora ridendo!!!
    Fortissimo, e soprattutto… vero!! Mio fratello mi ha raccontato che in Australia la pasta la cucinano direttamente in padella, aggiungendo l’acqua al condimento e lasciando asciugare il tutto. Ne vogliamo parlare? O.o

    • Ciao Simona e benvenuta! 🙂
      Sì, sarebbe la pasta “risottata”, ma io sono ancora alquanto scettica…
      Qualche anno fa, quando ancora andavo a scuola, la mia classe ha fatto un gemellaggio con una classe di coetanei francesi. La signora della famiglia dove alloggiavo, per “farmi sentire a casa”, una sera ha voluto prepararmi gli spaghetti… Peccato che li avesse cucinati per 15 minuti in acqua e olio e serviti come contorno alla bistecca…. Rabbrividisco tutt’ora al pensiero!

  6. spaghetti con le vongole e cappuccino con polvere di cacao amaro e panna dolce? mi era stato richiesto nel menù per una cana 😮
    naturalmente ho ignorato la richiesta!!! 🙂 🙂 ho risposto: l’affronto non pouò essere lavato che con UN BUON VINO!!!!! .
    Il decalogo drovrebbe essere affisso fuori dai locali, insieme al menù 🙂
    buon autunno
    Sally

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